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Tenerezza, "mistero nuziale"
"Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due saranno una carne sola. Questo MISTERO è grande; ma io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa" (Ef. 5,21)
Il testo rappresenta una teologia della storia in chiave nuziale. Riferendosi a Gen 2,24 ("per questo l'uomo lascerà...") l'autore scorge nel matrimonio dei progenitori un annuncio tipologico del futuro: la nuzialità uomo-donna come prefigurazione della nuzialità Cristo-Chiesa: questo mistero per lungo tempo sconosciuto, ora è rivelato.
La novità che egli annuncia consiste nell'affermare che l'alleanza di Cristo con la Chiesa rappresenta lo svelamento definitivo del significato della prima coppia e l'inaugurazione del mistero definitivo della storia.
IL MISTERO NUZIALE: incontro del maschile e del femminile
La dualità maschile-femminile vissuta nella sottomissione al Signore Gesù (Ef 5,2l) si configura come segno forte e icona vivente della nuova umanità inaugurata dalla pasqua.
A una cultura dell'IO solo contrappone una cultura dell'IO - TU
A una cultura del maschilismo e del femminismo contrappone la piena valorizzazione del maschile e femminile come modi di essere in correlazione fra di loro.
L'incontro uomo-donna non si attua come fusione di due realtà parziali, ma come nascita di un "essere nuovo", ricreato ad immagine di Dio.
Dire mistero nuziale della storia, significa affermare a livello antropologico, l'unità organica:
la differenza sessuata uomo-donna come evento e dono; l'amore-amicizia come reciprocità; la fecondità come apertura alla vita e alla sua realizzazione.
E questo appare nel MODELLO BIBLICO-CRISTIANO
La differenza uomo-donna è posta in relazione a tre categorie fondamentali di linguaggio:
LA SOLITUDINE. Utilizzando una finzione letteraria di notevole effetto, il racconto di Genesi dice che la donna è data all'uomo come un dono, e non come l'espressione di qualcosa su cui egli possa accampare dei diritti.
L'essere umano uomo-donna è attesa di reciprocità e di comunione, al punto che tutto ciò che egli è nella sua corporeità è segno di un'attesa ed è indirizzato alla comunione.
L'UNITA'. E saranno una carne sola (Gen 2,24).
L'incontro uomo-donna è considerato come l'attuazione del dono-accoglienza che struttura in profondità il loro essere, in una comunione capace di fare dei due non semplicemente un “IO-TU”, ma un NOI. Divenire una sola carne significa realizzare un'unità totale, di spirito e di corpo, di mente e di affetti, e non solo genitale.
LA NUDITA' originaria come segno e immagine plastica dell'armonia dei due esseri, evoca la limpidezza dello sguardo grazie a cui essi riconoscono nel corpo dell'altro la persona da apprezzare e rispettare. Non c'è bisogno di nascondere il corpo, perché non c'è il rischio di essere usati o ridotti ad una funzione.
La metafora della nudità rivela che la trasparenza degli occhi (Mt 5,29) è la premessa per la realizzazione della mascolinità e della femminilità come vocazione all'incontro e alla reciprocità.
don Angelo Treccani in www.famigliainsieme.it
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