Weekend di spiritualità

Beati voi
Dio dona gioia a chi produce amore

Ogni attività che viene proposta per la famiglia porta in sé alcune incognite: la proposta raggiungerà il cuore delle famiglie partecipanti? I figli riusciranno ad amalgamarsi bene con tutto il gruppo? Si riuscirà a conciliare vita familiare e spazi e tempi di meditazione personale e di coppia?

Di fronte a tutto ciò e ad esperienza conclusa, possiamo dire che l’esperienza è stata davvero superiore alle attese anche perché tutto era minacciato dal maltempo, da questo inaspettato inverno tardivo a tal punto che nemmeno le raffiche di vento, la pioggia battente e la neve hanno rovinato il risultato finale.

Ma andiamo con ordine.
Sedici le famiglie partecipanti molte delle quali con figli piccoli a seguito.

Argomento guida dell’intera esperienza è stato: Beati voi… Dio dona gioia a chi produce amore. La tematica è stata presa dall’esortazione apostolica “Gaudete et Exultate” di Papa Francesco sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo. Il percorso proposto è quello di meditare in particolare quattro beatitudini: beati i poveri, beati i miti, beati i misericordiosi e beati i puri di cuore. Con una consapevolezza chiara: per il cristiano, per una coppia di sposi, la pienezza della beatitudine si raggiunge solo alla presenza di Dio, tuttavia nella vita degli sposi ci sono già stati dei momenti di vera beatitudine: nel giorno delle nozze, nei momenti di intimità coniugale, di perdono reciproco, di celebrazione dei diversi sacramenti offerti agli sposi, di superamento delle difficoltà che la vita riserva a ogni coppia.

Le meditazioni sono state affidate a Don Francesco Pilloni, direttore del nostro Centro di Pastorale Familiare, ad Elisabetta ed Alberto Golin e a Francesca e Ivan Marchi, due coppie di sposi impegnate da sempre a favore della famiglia. Dopo le meditazioni, sono stati vissuti ampi spazi riservati alla riflessione personale e di coppia.

Altri momenti davvero intensi sono state le celebrazioni e la preghiera del mattino con i figli. Che gioia e che emozione poter rinnovare le promesse nuziali in un clima di vera beatitudine.
Sono state delle giornate davvero intense di amore a Dio e amore al prossimo dove ogni coppia ha potuto sedersi e verificare il proprio cammino verso la santità. Ogni famiglia ritorna a casa con più strumenti a disposizione: oltre a quelli classici come la partecipazione ai sacramenti dell’Eucaristia e della Riconciliazione e alla preghiera, anche a molti testi di approfondimento, all’abbondanza dei riferimenti alla Parola di Dio e anche ad immagini che abbiamo potuto gustare come quella del racconto dell’ombrello rosso di Bruno Ferrero fatto ai nostri ragazzi. Sotto quel grande ombrello rosso i due ragazzi si diedero il primo addio, si scambiarono la promessa di amore eterno, decisero di sposarsi. Nella nuova casa, l’ombrello finì in uno sgabuzzino. L’augurio che ci portiamo a casa è quello di ritrovare sempre nella nostra vita quella gioia sperimentata alle origini della nostra storia d’amore e di non seppellire quei momenti di beatitudine vissuta dalla polvere della routine della vita, anzi di coltivare sempre il desiderio di camminare consapevoli che Dio dona gioia a chi produce amore.