Cronache da Dublino – 27 agosto

Dai congressisti di Dublino

Eccoci all’ultima tappa del nostro viaggio: il ritorno a casa.
Oggi ci siamo concessi una giornata a zonzo per la città accompagnati da Fulvio, una guida italiana che da diversi anni vive a Dublino.
Esperienza fantastica perchè ci ha fatto conoscere Dublino, visitandola a piedi, partendo dai luoghi di Joyce e scoprendo fermata dopo fermata davvero tanti luoghi significativi per la portata storica, religiosa, culturale e sociale di questa terra particolare che è l’Irlanda.

Nel resoconto di ieri, ci siamo lasciati con questa domanda che più volte c’è stata rivolta: “Perchè siete venuti qui a Dublino a vedere il Papa, voi che lo potete vedere tutte le volte che volete a Roma, in Italia?”
La risposta più semplice è siamo venuti qui non per il Papa.
Quando ci siamo iscritti il Papa non era fra i partecipanti.

Questa sera, in un pub irlandese per festeggiare la nostra permanenza in Irlanda, ci siamo detti tante cose belle, tante piccole perle e abbiamo pensato di metterle insieme per farne una collana.
Idealmente la doniamo a noi e la doniamo anche a voi, nostri compagni di viaggio.

Noi siamo qui come delegazione ufficiale della Pastorale Familiare della Diocesi di Verona, per vivere l’esperienza completa: Congresso, Festival delle Famiglie e Messa con il Papa.
Personalmente abbiamo fatto una bella esperienza di gruppo: ci siamo conosciuti di più, abbiamo condiviso le gioie e le fatiche di questa esperienza fatta anche di tanti passi: oggi più di 20.000. Ma abbiamo fatto anche un viaggio spirituale, accompagnati da Don Alessandro che è culminato con il rinnovo delle promesse nuziali.

Abbiamo sperimentato una Chiesa Universale fatta anche di tante famiglie che hanno sceltro di fare un cammino.
Famiglie che sono più avanti di noi, che ci stanno incoraggiando ad andare oltre.
Bello poi la possibilità di stare assieme come famiglie, una modalità che dovremo sperimentare anche nei nostri incontri di Centro, di Commissione,…, mangiare assieme, vivere assieme, fare fatica assieme.

Molte le tematiche affrontate, ma nessuna delle quali abbiamo partecipato c’ha messo in difficoltà per il linguaggio.
Molte le testimonianze di persone che hanno un fuoco dentro, che sprigionano un calore che esce con forza dal loro cuore.
Tante famiglie con bambini piccoli, famiglie numerose che sfidando il tempo irlandese sono venute a vivere i diversi momenti.

Ci siamo trovati dentro ad una Chiesa viva che ha l’entusiasmo di cambiare passo. Entusiasmo che deriva dal libro che abbiamo ricevuto in dono dal Papa e che è il frutto di due sinodi: Amoris Laetitia.
Un entusiasmo che porta a vivere anche un nuovo impatto sociale e sul quale si potrebbe parlare ancora molto.
Una grande famiglia fatta di famiglie: e questo è un grande segnale di speranza.

Siamo rimasti colpiti dalla struttura della giornata con la Messa collocata nella parte centrale a significare che nessuna riflessione sulla famiglia può essere fatta se non poniamo l’Eucaristia al centro.
Molti i contenuti trasmessi con uno stile nuovo. La nostra impressione è quella di un Magistero che per rendere vivo l’insegnamento della Chiesa guarda alla famiglia con un occhio nuovo. E’ come si dicesse: voi che vivete la tenerezza aiutateci a fornire nuovi paradigmi per rendere possibile la rivoluzione della tenerezza. E così anche su altre tematiche come la sessualità, la missione, l’impegno sociale…

Belle anche le parole delle nostre giovani congressiste veronesi: abbiamo vissuto una forte esperienza di famiglia, di come si sta in famiglia attraverso l’esperienza fatta in questi giorni, vivendo gomito a gomito, facendo esperienza di famiglia e di gruppo. Anche l’ausilio della tecnologia, se vissuta bene, aiuta a viere le relazioni, non le sostituisce, nel rispetto reciproco e nella bellezza dello stare assieme. Sperimentare così che è bello stare assieme nella propria famiglia, anche quando si è meno giovani.

E’ ovvio che abbiamo avuto anche problemi di comunicazione in questi giorni in quanto le traduzioni non erano dappertutto o non si sentiva bene, ma questo non ha influenzato la riuscita dell’esperienza.

Tutti noi torniamo a casa con un compito che ci è stato rivolto durante uno degli incontri più seguiti qui al congresso, quello di Don Leo Patalinghuh: IO SONO DONO. Qual è il mio dono che vivo nella Chiesa e nella società? E qual è il dono che viviamo insieme come coppia e come famiglia?

Infine una carellata su incontri significativi avuti durante questo viaggio:
Padre Richard e la comunità salesiana di Maynooth.
Rhona che ci ha aiutato nel rendere possibile questo viaggio.
Il Cardinale Zenari, Bagnasco, Tagle e Gracias.
Alessandro il volontario che viveva con noi a Maynooth e Don Alessandro prezioso compagno di viaggio.
L’anonimo passeggero in aereo, seduto vicino a me, che mi ha chiesto cosa mi aspetto dal viaggio.
La signora con i bambini che c’ha indicato il treno giusto fra quelli in partenza.
La volontaria in treno che ci ha indicato il percorso da fare per arrivare al Congresso.
Suor Martin, Giovanni e Luca, del settore giovanile.
Le coppie e i sacerdoti che conosciamo della Pastorale familiare di altre diocesi d’Italia.
Salvatore Martinez di Rinnovamento dello Spirito.
Il gruppo giovani inglese con il suo giovane sacerdote.
Le signore irlandesi sul tram, parlando, ci hanno chiesto perchè qui?
I vicini di messa canadesi che hanno goiito con noi all’annuncio della prossima sede di Roma.
I volontari nel viaggio di ritorno all’uscita dalla Messa Papale, parlando, ci hanno chiesto perchè qui?
La signora irlandese che ci invita a vigilare sui nostri bagagli ed effetti personali.
Fulvio la guida turistica.
Una coppia di coniugi volontari di Cavalieri di S.Colombano, parlando, ci hanno chiesto perchè qui?
Il militare che porta il bagaglio della vecchietta nel parco finale.
La signora anziana irlandese che alla Messa finale, parlando, ci ha chiesto perchè qui?
La signora canadese alla quale abbiamo dato un impermeabile.
Il papà canadese con i dupare bimbi che al ringraziamento dopo la comunione ha pregato con i suoi bimbi.
Le parole di ringraziamento per questa iniziativa che abbiamo ricevuto da molti di voi via mail o via WA.
… e tanti altri

Vi lasciamo con tre canzoni:
le tre parole care al Papa che abbiamo ripetuto anche durante la veglia: Please, thank you and sorry
il canto che ci ha accolto durante l’arrivo al parco per la messa finale: In Christ Alone By Keith and Kristyn Getty (Questa canzone è stata scritta nel 2001 da Keith Getty, Irlandese, e Stuart Townsend, Britannico)
e il canto lanciato a Roma 2000 cantato dopo l’annuncio del prossimo appuntamento di Roma: Jesus Christ you are my life di Don Marco Frisina.

I congressisti veronesi a Dublino
Adriana e Vito
Elisabetta e Alberto
Elena e Paolo con Anna e Greta
Don Alessandro

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