Cronache da Dublino – 26 agosto

Dai congressisti di Dublino

A Dublino stiamo assistendo a qualcosa di molto più ampio di una occasione di riflessione sulla famiglia.
Se ci facciamo caso, il grande focus è sullo scandalo pedofilia nella chiesa. Non si parla di altro. Richieste di perdono, dichiarazioni di perdono. Certo, è una cosa aberrante, mostruosa e ci sono responsabilità oggettive chiare e conclamate che devono assolutamente essere colpite e con la massima durezza.

Se è impressionante il discorso sul fallimento della Chiesa di Papa Francesco “Il fallimento delle autorità ecclesiastiche – vescovi, superiori religiosi, sacerdoti e altri – nell’affrontare adeguatamente questi crimini ripugnanti ha giustamente suscitato indignazione e rimane causa di sofferenza e di vergogna per la comunità cattolica.

Io stesso condivido questi sentimenti”, è altrettanto impressionante la denuncia fatta dal primo ministro Irlandese Leo Varadkar “È una storia di dolore e vergogna – ha aggiunto il primo ministro -. Al posto della carità cristiana, del perdono e della compassione, troppo spesso c’erano giudizio, severità e crudeltà, in particolare, nei confronti delle donne e dei bambini e degli emarginati. Le Case della Maddalena, le case per madri e bambini, le scuole industriali, le adozioni illegali e gli abusi clericali di bambini sono macchie sul nostro Stato, sulla nostra società e anche sulla Chiesa cattolica”.

 

Ma Dublino è in primis festa della famiglia.

E il fatto che questo sia stato messo in secondo piano dal flusso degli eventi, anche all’interno dei mass-media cattolici, ci dimostra come stiamo assistendo all’ennesimo scontro del male e del bene che ha nella famiglia il suo obiettivo principale.
Perché demolire la famiglia, significa demolire il cristianesimo e il in particolare il cattolicesimo.
Lo scontro sulla famiglia è leva e grimaldello anche per veicolare pericolose infiltrazioni di ideologie contro la natura della famiglia.

Quindi attenzione!
Perché oggi si deve celebrare la famiglia. Sarà una cosa retorica, sarà anche qualcosa che può sembrare non necessaria, i grandi raduni non cambiano il mondo.
Ma fuggiamo anche questa tentazione.
Perché in un mondo dove tutte le passioni hanno una passerella soprattutto mediatica privilegiata in cui non c’è mai il peggio, anche le cose di Dio devono avere la loro esposizione. Ben sapendo che la migliore, unica esposizione passa solo dal nostro impegno personale.

Chiudiamo questa breve pagina riportandovi una domanda che più volte abbiamo ricevuto in questi giorni: “Perchè siete venuti qui a Dublino a vedere il Papa voi che lo potete vedere tutte le volte che volete a Roma, in Italia?
Su questa domanda lavoreremo domani e ci servirà anche per raccogliere la nostra esperienza qui a Dublino, in terra d’Irlanda, con la Chiesa Irlandese.

I congressisti veronesi a Dublino

 

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